Terremoto del Friuli 1976 - Carlo Roman

Durante il terremoto del 6 Maggio 1976 che ha colpito il Friuli, sono morti una trentina di alpini in servizio sotto le macerie della caserma Goi Pantanali di Gemona, tra i quali, il ge. alp. Carlo Roman di Cordenons. In sua memoria, il Comune di Cordenons ha intitolato una via laterale di Via Stradelle e la Parrocchia di San Pietro Ap. di Sclavons gli ha dedicato una sala dell'Oratorio e un busto di bronzo.
La Caserma Goi-Pantanali di Gemona del Friuli porta il nome di due Medaglie d'oro al Valore Militare (MOVM), figure storiche legate all'eroismo militare italiano:
► Alberto Goi: Sergente, la cui medaglia d'oro è stata commemorata con una lapide ritrovata nel 2017 a Gemona, dopo essere stata nascosta tra le macerie del terremoto del 1976. L'area addestrativa della caserma è stata intitolata a lui. Il Sergente Alberto Goi, effettivo all'8° Reggimento Alpini, Battaglione "Gemona" (69^ Compagnia), è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare (MOVM) alla memoria per il suo comportamento eroico durante la seconda guerra mondiale sul fronte russo.
Motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare:

Sergente, 8° rgt. alpini, btg. «Gemona». | Vicecomandante di plotone di un caposaldo avanzato, dopo strenua resistenza contro ripetuti attacchi nemici durante i quali veniva a mancare il comandante di plotone, assumeva il comando dei pochi superstiti conducendoli più volte all’attacco all’arma bianca. Ferito una prima volta rifiutava la medicazione continuando ad incitare i suoi uomini che animati dal suo esempio si battevano con tenace eroismo. Colpito una seconda volta, all’invito del medico di farsi trasportare al posto di medicazione, con esemplare stoicismo rispondeva: «Devo rimanere al mio posto per vendicare la morte del mio comandante ». Accortosi che elementi avversari stavano penetrando nel caposaldo, sprezzante di tutto, si lanciava con pochi uomini contro il nemico riuscendo a respingere l’infiltrazione. Nella cruenta azione immolava da eroe la sua giovane esistenza per l’onore della Patria. SelenjJar (Fronte russo), 16 gennaio 1943
► Emilio Pantanali: Tenente, caduto durante la Grande Guerra, a cui è dedicata una lapide marmorea con la motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare:
Tenente ( Bersaglieri , 1353a compagnia mitraglieri "Fiat") | Comandante di una sezione mitragliatrici, incaricato della difesa ad oltranza di importantissima posizione, assolveva il compito affidatogli con rara abnegazione. Sconvolta la posizione, portava le sue armi fra i reticolati infranti. Contuso e pesto da scoppi di bombarde, con le mitragliatrici inservibili, continuava a combattere col fucile alla mano. Notato un nucleo nemico entro la posizione, lo contrattaccava con pochi animosi, annientandolo. Ferito gravemente al viso da bomba a mano, con un occhio asportato, rifiutava di abbandonare il suo posto, finchè, sopraffatto dal nemico, si liberava con lotta sovrumana, lasciando ultimo la posizione, difesa per dodici ore consecutive. Monte Sisemol, 4 - 6 dicembre 1917

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